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Storie di Viaggio: La Dama Verde ep. 2

E’ passato tanto (troppo) tempo. Ci eravamo lasciati, nel corso dell’ultima storia, durante una memorabile nottata in Islanda. Lì avevo detto/pensato di aver visto la mia prima Aurora Boreale, forse davvero, forse mi sbagliavo. Quello che ho visto non era abbastanza. Imperterrito, subito dopo esser rientrato dall’Islanda, giusto il tempo di posare la tenda e cambiare lo zaino, sono ripartito a caccia dell’Aurora. Spostandomi ancora di più a Nord, fin oltre il Circolo Polare Artico direttamente in Norvegia, per un roadtrip tra le Isole Lofoten e Capo Nord. Qui mi aspettava il mio gruppo WeRoad, a cui ho subito dichiarato il mio intento. Passi quel che passi, a costo di stare sveglio nottate intere, non posso tornare a casa senza aver visto l’Aurora Boreale. Alcuni mi hanno guardato con disprezzo, quasi come un pazzo, altri hanno sposato fin da subito la mia causa.

 

Il mio incontro con la Dama Verde

Casualità (?) vuole che mi trovavo nella location migliore, durante una delle settimane di attività solare più intensa. Ma c’era solo un problema. Non ho mai visto il cielo sereno.
Dopo 3 giorni di viaggio, ancora non ero riuscito a vedere nulla. Lascio le Lofoten molto scoraggiato, direzione Capo Nord. Le previsioni meteo per i giorni successivi non erano per niente benevole, anzi. Quando raggiungo Alta, una delle città più a Nord del Mondo, l’app per monitorare l’aurora mi segnala una discreta attività, ma anche quella sera di cielo sereno neanche a parlarne. Scopro con “beffa” di soggiornare in un Hotel la “attrattiva” principale era la vicinanza con la Cattedrale dell’Aurora Boreale. Una struttura futuristica che, quando presente, riflette in un modo particolare le luci. Ma ci faccio poco caso.

Ore 22

Dopo una cena con il gruppo rientro verso l’hotel con il naso sempre all’insù sperando in qualcosa. Ma niente. Dopo una breve consultazione con il mio compagno di stanza, decidiamo di mettere una sveglia a mezzanotte perché “non si sa mai come va”.

Ore 00.30

La sveglia suona, con un sonno incredibile decido che valeva la pena almeno provare a trascinarsi fino alla grossa finestrona della stanza. Poi la sorpresa, una porzione di cielo era completamente limpida. Si riusciva ad intravedere qualcosa. Quindi via, in fretta e furia ci si lava la faccia, si indossano un paio di felpe ed i guanti (7 Settembre n.d.r.) si recupera la fotocamera ed il cavalletto e via fuori in strada. Adesso bisognava cercare il punto ideale, quale se non il giardino della Cattedrale dell’Aurora? Quindi mi apposto lì, insieme al mio compagno di stanza, dopo un po’ iniziamo a vedere uno strano movimento in cielo, percepibile per lo più attraverso le lenti della fotocamera e del telefono.

Ore 1.45

Sono passate due ore da quando siamo qui ad aspettare ma l’intensità (comunque una gioia dopo il nulla dei giorni precedenti) non sembra voler aumentare e nel frattempo lo spazio di cielo limpido sembra si stia riducendo sempre di più. E’ tempo di rientrare in hotel, soddisfatti ma non troppo. Ma, mentre stavo per mettere via la fotocamera eccola: una scia verde, come un serpente, con un intensità crescente proprio sopra la Cattedrale dell’Aurora Boreale. Uno spettacolo da lasciare senza parole, anzi che ripaga pure tutta la “fatica” e l’attesa degli anni. Finalmente anche io ho conosciuto la “Dama Verde”, finalmente anche io ho avuto il piacere di vedere l’Aruroa Boreale.

 

Lezione imparata: la perseveranza vince sempre.

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